lunedì 4 aprile 2011

C'era sempre tanta musica nell'aria

Allora potevamo andare sul lungomare, fermare la corriera e dire: “Fedeli alla linea!”, alzando il pugno. L'autista rideva e ci faceva salire senza biglietto.
Io, per sempre devota, la prima della classe di devozione, mi affidavo agli oroscopi.
Pianificavo fughe. Che non si possono decidere. Nemmeno per idea.
Sono ancora qui. Aspetto qui, ancora.
Il sole mi deposita cipria ipoallergenica sul naso.
Mai avuto biglietti e nemmeno inviti.
Aspetto ancora di giocare a nascondino tra i sedili.
Aspetto ancora l'esplosione di una bomba libera tutti, con decoro di brandelli bianchi e rossi.
E poi una corsa verso il delirio acuto di mille vetri schiacciati per strada.
Com'era quella cosa della carneficina totale? Quella di Sylvia Plath.
La tiro fuori periodicamente.
Quanto abbiamo bisogno di una carneficina totale.
“Quanto è incontrollabile il desiderio di carneficina totale che ognuno di noi nutre...”, ecco.



Non so dei vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io
ma è dell'epoca in cui vivo
la morte è insopportabile
per chi non riesce a vivere
la morte è insopportabile
per chi non deve vivere
lode a Mishima e a Majakovskij
tu devi scomparire
anche se non ne hai voglia
e puoi contare solo su di te
PRODUCI CONSUMA CREPA
SBATTITI FATTI CREPA
PRODUCI CONSUMA CREPA
CREPA
RIEMPITI DI BORCHIE
SBATTITI FATTI CREPA
ROMPITI LE PALLE
COTONATI I CAPELLI
RASATI I CAPELLI
CREPA CREPA CREPA CREPA


(Morire, CCCP - Fedeli alla linea)

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