Sottoveste/reggiseno/autoreggenti/guanti di pizzo neri, Essenza del nichilismo di Emanuele Severino, una sbarra di ferro, un paio di sandali tacco 15 e una risma di A4, intonsa.
Me li vedevo già, quelli dell'officina: estasiati.
Ma, per pura incompetenza, ho svuotato il bagagliaio.
Prima.
Aspetterò fuori, sulla panchina di legno cotto al sole.
L'aria è ferma.
Io mi muovo tutta.
Un verde-tagliola luccicante mi serra le caviglie.
Arrivano lamenti metallici dal buio.
Ed eccoli, i perfidi figli sulle altalene.
Teste mozzate querule blaterano di progetti futuri da fallire.
La loro presenza non mi scompone e anche Johnny Rotten si fa gli affari suoi.
Qualcuno applaude la comparsa delle prime scie dai rombi stellari, lassù.
Oh we're so pretty, oh so pretty we're vacant, oh we're so pretty, oh so pretty we're vacant, ah but now and we don't care...
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